martedì, aprile 12, 2005

Philip Roth, Philip K. Dick, Theodor Adorno e Pippo Franco

Internazionale.it | Interblog


Guido Vitiello aggiorna il suo blog su Internazionale con cadenza quasi mensile, ma si fa perdonare l'attesa.
Adesso ho due libri da leggere e citazioni colte da Pippo Franco e Theodor Adorno, oltre al rinnovato impegno ad affrontare i nazisti messicani di
"href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&c=IUU763TSGF0QQ">retornamos como sombras" di Taibo


disclaimer: anni fa Guido ha trasformato un'accozzaglia di file preparati dal sottoscritto in una versione ancora in esercizio di www.scattoneferraro.org

domenica, aprile 10, 2005

Brutta bestia la memoria

.....cerchi informazioni per un viaggio nel Casentino, trovi un titolo sul sito del comune di Moggiona e sei costretto a ricorare una folle strage del 7 settembre 1944. (nascosta per 40 anni nell'armadio della vergogna)

7 Settembre 1944: Strage di Moggiona: "

giovedì, aprile 07, 2005

Elio Toaff senatore a vita: dettagli

Ne avevo parlato qualche post fa: è stato lanciato un appello per avere Elio Toaff senatore a vita. Ci sono mille ragioni (il ruolo che ha avuto per la riconciliazione della Chiesa Cattolica con gli ebrei, il suo essere un vero costruttore di ponti tra culture) per cui sottoscrivo anch'io questo appello
Nei commenti mi è arrivato un messaggio che spiega come aderire (semplice, si manda una mail a shalomisrael@comune.re.it)

Linko anche il blog dell'appello

e una lista di parlamentari di vari partiti che hanno aderito (il promotore è di AN, molte delle adesioni sono di deputati di sinistra e del compagnissimo consiglio comunale di Livorno)

457) on. Franco Angioni - DS
458) on. Augusto Battaglia - DS
459) on. Marida Bolognesi - DS
460) on. Maria Burani Procaccini - FI
461) on. Enzo Carra - Margherita
462) on. Amedeo Ciccanti - UDC
463) sen. Elidio De Paoli - Lega per l'Autonomia Lombarda
464) sen. Tana De Zulueta - Verdi
465) on. Enzo Fragalà - AN
466) on. Marcella Lucidi - DS
467) sen. Luigi Manfredi - FI
468) sen. Giuseppe Mascioni - DS
469) sen. Angelo Muzio - Verdi
470) on. Nerio Nesi - Comunisti Italiani
471) on. Giancarlo Piatti - DS
472) on. Rino Piscitello - Margherita
473) on. Fiorello Provera - Lega Nord
474) on. Giuseppe Rossiello - DS
475) on. Angelo Santori - FI
476) on. Marina Sereni - DS
477) on. Walter Tocci - DS
478) sen. Giorgio Tonini - DS
479) on. Domenico Tuccillo - Margherita
480) on. Riccardo Villari - Margherita
481) Luca Capecchi - Firenze
482) Aviel Lignel - Tel Aviv - Israele
483) Nuccio Fava - ex direttore del TG1
484) Ida Zatelli - professore di Lingua e letteratura ebraica Università di Firenze
5) Stern Walter - Modena
486) Maria Floriana Grisot - Roma
487) Consiglio Comunale di Livorno (con ordine del giorno approvato all'unanimità
nella seduta del 23 marzo 2005)

lunedì, aprile 04, 2005

La crisi di crescita: la sfida del commercio equo e solidal

Lorenzo Guadagnucci

La crisi di crescita: la sfida del commercio equo e solidale

Edizioni Feltrinelli

15 anni fa a Roma c'erano 2 botteghe del commercio equo in collocazioni a dir poco “sfigate”. Di commercio equo e solidale (traduzione italica del più semplice termine “fair trade”) si parlava solo tra “impegnati”. Il caffè del Nicaragua non soddisfaceva le zie di Napoli, (adesso il caffè Uciri vince gli Oscar Qualità delle associazioni dei consumatori).

Nella nostra Parrocchia i prodotti del commercio equo entrarono in un angolo di una Vendita Missionaria. Chi comprava lo faceva essenzialmente “a fin di bene“ guardando con una certa diffidenza le confezioni di spezie e cioccolata dal packaging “incerto”

Oggi ci sono ca. 20 botteghe a Roma (uno ce l'abbiamo praticamente sotto casa), molti prodotti di commercio equo sono presenti sugli scaffali dei supermercati, alcune catene impongono la cerificazione di rispetto dei diritti dei lavoratori (SA80000) ai loro fornitori, nelle scuole elementari di Roma si consumano merendine e banane del commercio equo; il nostro banchetto è diventato un appuntamento mensile per il quartiere.

La galassia delle botteghe ha creato presenza commerciale ma anche animazione culturale e sociale, costringendo a coniugare quotidianamente slanci ideali e dialogo interculturale con la necessità di quadrare i conti a fine mese.

In tutto questo tempo un numero sempre crescente di produttori (e di loro famiglie) ha beneficiato di condizioni di lavoro migliori, di un “premium price” da investire per migliorare produzione, condizioni di vita ed educazione.

L’etico “tira”; anche grandi multinazionali sono costrette a migliorare le condizioni dei lavoratori e delle coltivazioni perchè i loro prodotti passino il vaglio di consumatori più attenti.

Adesso la sfida è la crescita sostenibile, la contaminazione con il mondo profit (grande distribuzione, produttori “industriali”) mantenendo lo spirito originario e la capacità di costruire relazioni Nord/Sud“fair” (eque, corrette, stabili, oneste)

“La crisi di crescita: la sfida del commercio equo e solidale” è un libro indicato per capire meglio come si è arrivati qui, cosa c’è sotto, dove si vuole andare. In maniera intelligente, lega lo sviluppo del comercio equo ai cambiamenti degli ultimi 10 anni (sviluppo e critica della globalizzazione, cambiamento delle richieste dei consumatori, attenzione al Terzo Mondo)

Ha il grande pregio di essere scritto senza fronzoli ed esagerazioni, in maniera onesta ed evidenziando anche i punti di contrasto e di dibattito “acceso”.

Tra questi

come soddisfare le esigenze di prezzo mantenendo i criteri di rispetto dei produttori,

come conciliare attività e aspettative del volontariato ed esigenza di capacità e approcci “professionali”

come gestire colloquio tra botteghe, centrali di importazione e rappresentanti dei produttori, sempre più presenti con le loro esigenze molto concrete

Un “simbolo” di questa difficoltà è stato il dibattito sulla distribuzione dei prodotti del commercio equo nelle catene di supermercati: da un lato il rischio di tradire la purezza originaria entrando negli inferi della grande distribuzione, dall'altro la necessità di superare una soglia critica di volumi e garantire un migliore sbocco ai prodotti e una vita dignitosa ai produttori delle cooperative.

Dove si va adesso? un patrimonio enorme di solidarietà, di scambi, di esempi positivi, di credibilità è stato costruito: come e cosa si svilupperà su di esso lo decideranno le centinaia di migliaia di produttori, importatori, “botteghe del mondo”, volontari e consumatori che del commercio equo e solidale sono l'anima.

In chiusura, una frase di Alex Zanotelli cirata nel testo “Dobbiamo stare attenti a valutare se ciò che facciamo è veramente alternativo. Perchè questo sviluppo capitalista è talmente bravo che ci assorebe tutti. L’alternatività deve essere qualcosa di profondamente organico, vitale e capace di autoriprodursi”